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SaluteMar 2026

Come Richiedere la Legge 104 nel 2026: Permessi, Agevolazioni e Procedura

Riconoscimento della disabilità, permessi dal lavoro retribuiti al 100%, congedo straordinario, agevolazioni auto e fiscali. Tutto quello che devi sapere.

14 min di lettura
104
In questa guida imparerai:
  • Cos'è la Legge 104 e la differenza tra comma 1 e comma 3
  • 3 giorni di permesso al mese retribuiti al 100%
  • Come richiedere il riconoscimento: dal medico di base al verbale
  • Congedo straordinario fino a 2 anni retribuiti
  • Agevolazioni auto (IVA 4%, esenzione bollo) e fiscali

Cos'è la Legge 104

La Legge 104/1992 è la legge che tutela le persone con disabilità e i familiari che le assistono. Non è un bonus: è un pacchetto di diritti che comprende permessi dal lavoro retribuiti al 100%, congedi fino a 2 anni, agevolazioni fiscali e priorità nella scelta della sede lavorativa.

Il requisito fondamentale è il riconoscimento dell'handicap grave (articolo 3, comma 3). Questo avviene tramite una visita della commissione medica ASL, dopo aver presentato domanda all'INPS. Senza il verbale che certifica l'handicap grave, i benefici principali non spettano.

La 104 non riguarda solo le disabilità fisiche evidenti. Possono essere riconosciute anche disabilità psichiche (depressione grave, disturbo bipolare), sensoriali (sordità, cecità), malattie degenerative (sclerosi multipla, SLA, Parkinson, Alzheimer), patologie oncologiche (con procedura accelerata), diabete di tipo 1, cardiopatie gravi, malattie rare e disabilità intellettive.

Le parole che devi conoscere

Handicap grave (art. 3 comma 3) — la condizione che dà accesso a tutti i permessi e le agevolazioni. La commissione medica la riconosce quando la disabilità riduce l'autonomia in modo da richiedere assistenza permanente. È il riconoscimento che fa la differenza.

Handicap semplice (art. 3 comma 1) — dà diritto solo ad agevolazioni limitate come l'IVA ridotta sugli ausili. Niente permessi lavorativi, niente congedo.

Commissione medica ASL — l'organo che valuta la disabilità. La visita viene richiesta tramite l'INPS ma svolta dalla ASL con un medico INPS presente.

Referente unico — dal 2022, un solo lavoratore può usufruire dei permessi 104 per lo stesso familiare disabile. Eccezione: i genitori di figli disabili possono alternarsi.

Congedo straordinario — fino a 2 anni di congedo retribuito al 100% dello stipendio (con tetto massimo) per assistere un familiare con handicap grave.

Comma 1 vs comma 3 — la differenza è enorme: con il comma 1 (semplice) hai diritto solo ad agevolazioni fiscali su ausili e protesi. Con il comma 3 (grave) hai diritto a tutto: 3 giorni di permesso al mese, congedo 2 anni, IVA 4% auto, esenzione bollo, priorità sede di lavoro, smart working prioritario.

Chi ne ha diritto

La persona con disabilità

Qualsiasi persona con una minorazione fisica, psichica o sensoriale che provoca difficoltà nell'apprendimento, nella vita di relazione o nell'integrazione lavorativa. Non serve una percentuale di invalidità specifica: conta la valutazione complessiva della commissione.

I familiari che assistono (caregiver)

I permessi lavorativi spettano al familiare lavoratore dipendente che assiste la persona con handicap grave. L'ordine di priorità è: coniuge o convivente di fatto, genitori (anche adottivi), figli, fratelli o sorelle, parenti entro il 3° grado. Si passa al successivo solo se il precedente non può assistere.

Solo lavoratori dipendenti. Chi ha la partita IVA, chi è autonomo o collaboratore non ha diritto ai permessi retribuiti. Può però beneficiare delle agevolazioni fiscali (auto, ausili, detrazioni).
Referente unico dal 2022. Un solo lavoratore può essere il referente per lo stesso familiare disabile. Non possono più alternarsi più familiari. Eccezione: i genitori di figli disabili possono alternarsi tra loro.

Come richiederla

La procedura ha 4 passaggi. Dal primo appuntamento col medico di base al verbale finale passano mediamente 2-4 mesi, a seconda della ASL.

Passo 1: Vai dal medico di base

Il medico compila il certificato medico introduttivo online sul sito INPS. Ti rilascia il numero di certificato. Gratuito o pochi euro.

Passo 2: Presenta la domanda INPS

Entro 90 giorni dal certificato: online su inps.it con SPID, oppure tramite patronato (CGIL, CISL, UIL — gratis). Indica il numero del certificato medico.

Passo 3: Visita commissione ASL

La convocazione arriva in 30-90 giorni (15 giorni per patologie oncologiche o gravissime). Porta tutta la documentazione medica: referti, cartelle cliniche, certificati specialistici. Più documentazione porti, più possibilità hai di ottenere il comma 3.

Passo 4: Ricevi il verbale

Arriva via raccomandata o online nel cassetto INPS. Indica se è riconosciuto handicap semplice (comma 1) o grave (comma 3). Con il comma 3 accedi a tutti i benefici.

Vai al patronato. La domanda 104 è delicata: il certificato medico deve essere compilato bene, la documentazione alla visita fa la differenza tra un comma 1 e un comma 3. Il patronato ti guida gratuitamente in tutto il processo.
PROCEDURA LEGGE 1041Medico di baseCertificato introduttivo2Domanda INPSOnline o patronato (entro 90 gg)3Visita commissione ASL30-90 giorni (15 gg oncologici)4VerbaleComma 1 (semplice) o Comma 3 (grave)

Permessi lavorativi

Con l'handicap grave (art. 3 comma 3), il lavoratore dipendente che assiste il familiare disabile ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito al mese, oppure può frazionarli in ore (2 ore al giorno per contratti full-time, 1 ora per part-time).

I permessi sono retribuiti al 100% dall'INPS, che rimborsa il datore di lavoro. Non si accumulano da un mese all'altro: a fine mese, i giorni non usati si perdono. Si cumulano con ferie, permessi sindacali e altri permessi del contratto.

Il datore di lavoro non può rifiutarli, condizionarli o penalizzarti per averli usati. Se il tuo datore ti crea problemi, rivolgiti al patronato o all'Ispettorato del Lavoro.

L'abuso è sanzionabile. I permessi 104 sono per assistere il familiare disabile. L'INPS e i datori di lavoro possono fare controlli. Usarli per altri scopi può portare al licenziamento per giusta causa.

Congedo straordinario (2 anni)

Permette di assentarsi dal lavoro fino a 2 anni nell'arco della vita lavorativa, con stipendio pagato al 100% (tetto 2026: circa 40.000€/anno lordi). I 2 anni possono essere frazionati: puoi prendere 6 mesi, tornare al lavoro, poi altri 6 mesi.

Requisiti: verbale con art. 3 comma 3 (non basta il comma 1) e obbligo di convivenza con il familiare disabile. La convivenza può essere instaurata anche dopo la richiesta: basta cambiare la residenza prima dell'inizio del congedo.

L'ordine di priorità è: coniuge/convivente, genitori, figli, fratelli/sorelle, parenti entro il 3° grado. Durante il congedo maturano i contributi figurativi per la pensione.

Agevolazioni fiscali e auto

Auto

Con handicap grave: IVA al 4% invece del 22% su auto nuove o usate (fino a 2.000 cc benzina o 2.800 cc diesel, 1 auto ogni 4 anni). Detrazione IRPEF 19% su un tetto di 18.075,99€ (recuperi fino a ~3.434€ nel 730). Esenzione bollo auto permanente. Esenzione passaggio di proprietà. Dal 2026 confermata anche su auto ibride ed elettriche.

Sanità

Esenzione ticket sanitario con codici C03 e C06 per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni sanitarie. L'esenzione si attiva automaticamente una volta che il verbale viene registrato.

Altre agevolazioni

IVA 4% su ausili informatici (computer, tablet, telefoni) se prescritti per la disabilità. Detrazione 75% su eliminazione barriere architettoniche fino a 50.000€. Scelta prioritaria della sede di lavoro. Priorità smart working per chi assiste familiari con comma 3 (novità 2026).

BENEFICI COMMA 33 giorni/mese retribuiti 100%Congedo 2 anni retribuitoAuto: IVA 4% + esenzione bolloEsenzione ticket sanitarioSmart working priorità

L'esempio di Anna

Anna lavora full-time in un'azienda. Sua madre ha la 104 comma 3 per una malattia degenerativa. Anna è il referente unico.

Cosa ha Anna3 giorni di permesso retribuito al mese
Può frazionare: 2 ore al giorno
Priorità sede di lavoro
Smart working prioritario
Cosa non perdeLo stipendio: non cambia di un centesimo
Le ferie: non vengono toccate
I contributi pensionistici
Costo: zero

Anna accompagna la madre a visite, gestisce pratiche, la assiste a casa. Non ha dovuto recuperare nemmeno un minuto. I 3 giorni al mese sono un diritto, non un favore.

Domande frequenti

Dal certificato medico alla visita: di solito 30-90 giorni. Per patologie oncologiche o gravissime la visita è entro 15 giorni. Il verbale arriva 1-2 settimane dopo la visita. In totale, dall’inizio alla fine, servono mediamente 2-4 mesi. Il consiglio è iniziare la procedura il prima possibile, perché i tempi dipendono anche dalla ASL della tua zona.
Dipende dalla patologia. Se la disabilità è stabilizzata o ingravescente (ad esempio una malattia degenerativa), il verbale è definitivo e non scade mai. Se invece la condizione è rivedibile, nel verbale viene indicata una data di revisione. L’INPS ti convocherà per una nuova visita prima della scadenza. Nel frattempo i benefici restano attivi.
No, sono retribuiti al 100%. I 3 giorni di permesso mensili vengono pagati interamente dall’INPS (che rimborsa il datore di lavoro). Non perdi un centesimo di stipendio e non devi recuperare le ore.
Sì. Se sei un lavoratore dipendente con riconoscimento di handicap grave (art. 3 comma 3), hai diritto ai 3 giorni al mese per te stesso, senza bisogno di un referente. Puoi usarli per visite mediche, riabilitazione, riposo o qualsiasi necessità legata alla tua condizione.
, ma in misura proporzionale all’orario di lavoro. Con un part-time al 50%, hai diritto a 1,5 giorni al mese (arrotondati per eccesso) oppure a 1 ora al giorno invece di 2. Il diritto resta, viene solo riproporzionato.
No, è illegale. I permessi 104 sono un diritto previsto dalla legge. Il datore di lavoro non può rifiutarli, condizionarli o penalizzarti per averli usati. Può solo chiederti una programmazione preventiva (non vincolante) per organizzare il lavoro, ma non può negarti il permesso.
, se il genitore ha una disabilità che la commissione riconosce come handicap grave. L’età avanzata da sola non basta: serve una minorazione certificata come demenza senile, non autosufficienza totale, gravi patologie invalidanti. La commissione valuta caso per caso.
La 104 di per sé non è una prestazione economica. Dà diritto a permessi dal lavoro e agevolazioni fiscali, ma non a un assegno mensile. Per avere un assegno (pensione di invalidità, indennità di accompagnamento) serve il riconoscimento dell’invalidità civile, che è una procedura parallela spesso fatta insieme alla 104.