Come Aprire la Partita IVA nel 2026: Costi, Tasse e Forfettario
Regime forfettario o ordinario, costi reali, tasse, contributi INPS, codice ATECO e procedura online. La guida che avrei voluto leggere prima di aprire la mia.
15 min di lettura
In questa guida imparerai:
Cos'è la P.IVA e quando serve davvero
Forfettario vs ordinario: perché il forfettario vince quasi sempre
Quanto paghi davvero: esempio con numeri reali (Sara, 75% in tasca)
Come si apre in 4 passi + contributi INPS
Un esempio reale: Giulia, da 16.800€ dipendente a 36.400€ freelance
Indice
Le basi
Cos'è la partita IVA
La partita IVA è un numero di 11 cifre che ti identifica come lavoratore autonomo. Se vuoi lavorare in proprio — freelance, consulente, artigiano, commerciante — ti serve per emettere fatture, pagare le tasse e versare i contributi INPS.
La paura è spesso ingiustificata. Con il regime forfettario paghi tra il 5% e il 15% di tasse (contro il 23-43% dell'IRPEF da dipendente), non gestisci l'IVA, e la contabilità è minima. Un freelance con 30.000€ di ricavi tiene in tasca circa il 75% di quello che fattura.
Le parole che devi conoscere
Regime forfettario — il regime agevolato per chi fattura fino a 85.000€/anno. Tassa al 5% per i primi 5 anni (poi 15%), niente IVA, contabilità minima.
Codice ATECO — il codice che identifica la tua attività. Determina il coefficiente di redditività (quante tasse paghi) e l'ente previdenziale. Sceglierlo male può costarti migliaia di euro.
Coefficiente di redditività — la percentuale del fatturato su cui paghi le tasse nel forfettario. Coefficiente 78% su 30.000€ = paghi su 23.400€.
Fatturazione elettronica — obbligatoria per tutti dal 2024. Formato XML via Sistema di Interscambio. Si può usare il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate. Guida completa
Quando serve davvero: se l'attività è continuativa e abituale. Per un lavoro una tantum puoi usare la prestazione occasionale fino a 5.000€/anno. Oltre, o se lavori regolarmente, ti serve la P.IVA.
I numeri
Quanto paghi davvero
Sara, graphic designer, 30.000€ di ricavi. Regime forfettario, primi 5 anni, Gestione Separata INPS, coefficiente 78%.
RisultatoServizio gestione P.IVA: −400€ Netto in tasca: ~22.600€= 75% del fatturato
La regola d'oro: metti da parte il 30% di ogni incasso fin dal primo giorno.
Attenzione al secondo anno. Il primo anno paghi poco (solo il saldo). Ma a giugno dell'anno dopo arrivano saldo + primo acconto insieme: per Sara sarebbero ~12.000€ in un colpo. Apri un conto separato e versa il 30% ad ogni fattura.
La scelta
Forfettario o ordinario?
I 7 requisiti per il forfettario nel 2026
Ricavi sotto 85.000€/anno. Spese per dipendenti sotto 20.000€. Redditi da lavoro dipendente sotto 35.000€. Non fatturare più del 50% all'ex datore (nei primi 2 anni). Non avere partecipazioni in società di persone. Non avere prevalenza di redditi di capitale. Non operare in regime speciale IVA. Guida completa al forfettario
Procedura
Come si apre, in pratica
Passo 1: Scegli il codice ATECO
Il codice che identifica la tua attività. Determina quante tasse paghi. Non indovinare: un servizio di gestione P.IVA per questa scelta ti risparmia migliaia di euro.
Passo 2: Scegli il regime fiscale
Forfettario (5-15%, semplice) o ordinario (23-43%, complesso). Per la maggior parte: forfettario.
Passo 3: Compila il modello AA9/12
Online su agenziaentrate.gov.it con SPID, oppure il professionista lo fa per te. Il numero P.IVA arriva in poche ore.
Passo 4: Iscrizione INPS e Camera di Commercio
Professionista: Gestione Separata (online, gratis). Artigiano/commerciante: Camera di Commercio + INPS artigiani/commercianti.
Quanto tempo ci vuole? Con un servizio di gestione P.IVA, in 24-48 ore sei operativo.
Previdenza
Contributi INPS
Professionisti (Gestione Separata): 26,23% del reddito imponibile. Nessun contributo minimo: se non fatturi, non paghi. Tipico per consulenti, designer, sviluppatori, formatori.
Artigiani e commercianti: circa 24-24,48% del reddito, con un minimo fisso di ~4.500€/anno anche a reddito zero. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% (scende a ~3.100€/anno) ma devi fare domanda all'INPS entro il 28 febbraio.
Professionisti con cassa: avvocati, medici, ingegneri, architetti versano alla propria cassa professionale.
Gestione
Costi di gestione
Aprire la P.IVA è gratis. Gestirla costa qualcosa.
Da solo (servizi AE): 0€. Fatturazione gratuita dell'Agenzia delle Entrate, dichiarazione fai-da-te. Richiede tempo e conoscenze fiscali.
Servizio di gestione P.IVA: abbonamento annuale. Apertura, dichiarazione, F24, fatturazione, consulenza illimitata. Tutto gestito, zero pensieri.
Consiglio onesto: se sei in forfettario con un'attività semplice (freelance, consulente, artigiano), un servizio di gestione della partita IVA ti fa risparmiare tempo e ti evita errori costosi.
Cerchi un servizio online per la gestione della partita IVA?
Fatture, tasse e F24 in un'unica appConsulenza fiscale illimitata inclusaTramite ZeroBurocrazia: 50€ di sconto
Giulia ha 27 anni, vive a Bologna, lavorava come social media manager da dipendente a 1.400€ netti al mese. Un'azienda le offre un progetto freelance da 2.500€/mese, poi un'altra 1.500€/mese. Totale potenziale: 4.000€/mese.
Da dipendenteStipendio netto: 1.400€/mese Annuo netto: 16.800€ Crescita: limitata
Più del doppio. In 48 ore aveva il numero di partita IVA e poteva fatturare. Lavora da casa, sceglie i suoi orari.
Attenzione
Errori che costano caro
Non mettere da parte i soldi per le tasse. A giugno del secondo anno arriva saldo + acconto insieme. Apri un conto separato e versa il 30% ad ogni fattura.
Scegliere il codice ATECO a caso. Un codice sbagliato può significare un coefficiente più alto (= più tasse) o un inquadramento previdenziale errato con minimali da 4.500€/anno.
Fatturare più del 50% all'ex datore. Perdi il diritto al 5% e passi al 15%. Triplichi le tasse.
Non chiedere la riduzione INPS. Per artigiani/commercianti in forfettario: la riduzione 35% non è automatica. Domanda INPS entro il 28 febbraio.
FAQ
Domande frequenti
Sì. Il tuo reddito da dipendente non deve superare 35.000€ annui per restare nel forfettario. Non serve il permesso del datore, ma non puoi fatturare più del 50% allo stesso datore.
Zero. L’apertura è gratuita su agenziaentrate.gov.it con SPID. Se usi un servizio di gestione P.IVA, il costo dell’apertura è spesso incluso.
No, non è obbligatorio. In forfettario la contabilità è semplice. Però un servizio di gestione della partita IVA ti evita errori che costano molto di più.
Tra 85.000 e 100.000€ esci dal forfettario dall’anno successivo. Sopra i 100.000€ esci immediatamente.
No. Il reddito si calcola in modo forfettario: ricavi × coefficiente. L’unica deduzione possibile sono i contributi INPS versati.
Per la grande maggioranza di chi inizia, il forfettario è meglio: tasse più basse, niente IVA, contabilità semplice. L’ordinario conviene solo con molti costi deducibili.
Con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, gratuito. Entro 30 giorni dalla fine dell’attività.