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FiscoMar 2026

Come Aprire la Partita IVA nel 2026: Costi, Tasse e Forfettario

Regime forfettario o ordinario, costi reali, tasse, contributi INPS, codice ATECO e procedura online. La guida che avrei voluto leggere prima di aprire la mia.

15 min di lettura
Guida Partita IVA 2026
In questa guida imparerai:
  • Cos'è la P.IVA e quando serve davvero
  • Forfettario vs ordinario: perché il forfettario vince quasi sempre
  • Quanto paghi davvero: esempio con numeri reali (Sara, 75% in tasca)
  • Come si apre in 4 passi + contributi INPS
  • Un esempio reale: Giulia, da 16.800€ dipendente a 36.400€ freelance

Cos'è la partita IVA

La partita IVA è un numero di 11 cifre che ti identifica come lavoratore autonomo. Se vuoi lavorare in proprio — freelance, consulente, artigiano, commerciante — ti serve per emettere fatture, pagare le tasse e versare i contributi INPS.

La paura è spesso ingiustificata. Con il regime forfettario paghi tra il 5% e il 15% di tasse (contro il 23-43% dell'IRPEF da dipendente), non gestisci l'IVA, e la contabilità è minima. Un freelance con 30.000€ di ricavi tiene in tasca circa il 75% di quello che fattura.

Le parole che devi conoscere

Regime forfettario — il regime agevolato per chi fattura fino a 85.000€/anno. Tassa al 5% per i primi 5 anni (poi 15%), niente IVA, contabilità minima.

Codice ATECO — il codice che identifica la tua attività. Determina il coefficiente di redditività (quante tasse paghi) e l'ente previdenziale. Sceglierlo male può costarti migliaia di euro.

Coefficiente di redditività — la percentuale del fatturato su cui paghi le tasse nel forfettario. Coefficiente 78% su 30.000€ = paghi su 23.400€.

Contributi INPS — contributi pensionistici obbligatori. Gestione Separata: 26,23% del reddito. Artigiani/commercianti: minimale fisso ~4.500€/anno.

Fatturazione elettronica — obbligatoria per tutti dal 2024. Formato XML via Sistema di Interscambio. Si può usare il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate. Guida completa

Quando serve davvero: se l'attività è continuativa e abituale. Per un lavoro una tantum puoi usare la prestazione occasionale fino a 5.000€/anno. Oltre, o se lavori regolarmente, ti serve la P.IVA.

Quanto paghi davvero

Sara, graphic designer, 30.000€ di ricavi. Regime forfettario, primi 5 anni, Gestione Separata INPS, coefficiente 78%.

CalcoloRicavi annui: 30.000€
Reddito imponibile (78%): 23.400€
Contributi INPS (26,23%): −6.138€
Imposta sostitutiva (5%): −863€
RisultatoServizio gestione P.IVA: −400€
Netto in tasca: ~22.600€= 75% del fatturato

La regola d'oro: metti da parte il 30% di ogni incasso fin dal primo giorno.

Attenzione al secondo anno. Il primo anno paghi poco (solo il saldo). Ma a giugno dell'anno dopo arrivano saldo + primo acconto insieme: per Sara sarebbero ~12.000€ in un colpo. Apri un conto separato e versa il 30% ad ogni fattura.

Forfettario o ordinario?

CONFRONTO REGIMI FISCALIForfettario: 5-15% • niente IVA • fino a 85k€Ordinario: 23-43% • IVA da gestire • senza limitiPer la grande maggioranza di chi inizia: forfettario.

I 7 requisiti per il forfettario nel 2026

Ricavi sotto 85.000€/anno. Spese per dipendenti sotto 20.000€. Redditi da lavoro dipendente sotto 35.000€. Non fatturare più del 50% all'ex datore (nei primi 2 anni). Non avere partecipazioni in società di persone. Non avere prevalenza di redditi di capitale. Non operare in regime speciale IVA. Guida completa al forfettario

Come si apre, in pratica

Passo 1: Scegli il codice ATECO

Il codice che identifica la tua attività. Determina quante tasse paghi. Non indovinare: un servizio di gestione P.IVA per questa scelta ti risparmia migliaia di euro.

Passo 2: Scegli il regime fiscale

Forfettario (5-15%, semplice) o ordinario (23-43%, complesso). Per la maggior parte: forfettario.

Passo 3: Compila il modello AA9/12

Online su agenziaentrate.gov.it con SPID, oppure il professionista lo fa per te. Il numero P.IVA arriva in poche ore.

Passo 4: Iscrizione INPS e Camera di Commercio

Professionista: Gestione Separata (online, gratis). Artigiano/commerciante: Camera di Commercio + INPS artigiani/commercianti.

Quanto tempo ci vuole? Con un servizio di gestione P.IVA, in 24-48 ore sei operativo.

Contributi INPS

Professionisti (Gestione Separata): 26,23% del reddito imponibile. Nessun contributo minimo: se non fatturi, non paghi. Tipico per consulenti, designer, sviluppatori, formatori.

Artigiani e commercianti: circa 24-24,48% del reddito, con un minimo fisso di ~4.500€/anno anche a reddito zero. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% (scende a ~3.100€/anno) ma devi fare domanda all'INPS entro il 28 febbraio.

Professionisti con cassa: avvocati, medici, ingegneri, architetti versano alla propria cassa professionale.

Costi di gestione

Aprire la P.IVA è gratis. Gestirla costa qualcosa.

Da solo (servizi AE): 0€. Fatturazione gratuita dell'Agenzia delle Entrate, dichiarazione fai-da-te. Richiede tempo e conoscenze fiscali.

Servizio di gestione P.IVA: abbonamento annuale. Apertura, dichiarazione, F24, fatturazione, consulenza illimitata. Tutto gestito, zero pensieri.

Consiglio onesto: se sei in forfettario con un'attività semplice (freelance, consulente, artigiano), un servizio di gestione della partita IVA ti fa risparmiare tempo e ti evita errori costosi.

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L'esempio di Giulia

Giulia ha 27 anni, vive a Bologna, lavorava come social media manager da dipendente a 1.400€ netti al mese. Un'azienda le offre un progetto freelance da 2.500€/mese, poi un'altra 1.500€/mese. Totale potenziale: 4.000€/mese.

Da dipendenteStipendio netto: 1.400€/mese
Annuo netto: 16.800€
Crescita: limitata
Con P.IVA forfettariaRicavi: 48.000€/anno
INPS + tasse: −11.203€
Gestione P.IVA: −400€
Netto: ~36.400€/anno

Più del doppio. In 48 ore aveva il numero di partita IVA e poteva fatturare. Lavora da casa, sceglie i suoi orari.

Errori che costano caro

Non mettere da parte i soldi per le tasse. A giugno del secondo anno arriva saldo + acconto insieme. Apri un conto separato e versa il 30% ad ogni fattura.
Scegliere il codice ATECO a caso. Un codice sbagliato può significare un coefficiente più alto (= più tasse) o un inquadramento previdenziale errato con minimali da 4.500€/anno.
Fatturare più del 50% all'ex datore. Perdi il diritto al 5% e passi al 15%. Triplichi le tasse.
Non chiedere la riduzione INPS. Per artigiani/commercianti in forfettario: la riduzione 35% non è automatica. Domanda INPS entro il 28 febbraio.

Domande frequenti

Sì. Il tuo reddito da dipendente non deve superare 35.000€ annui per restare nel forfettario. Non serve il permesso del datore, ma non puoi fatturare più del 50% allo stesso datore.
Zero. L’apertura è gratuita su agenziaentrate.gov.it con SPID. Se usi un servizio di gestione P.IVA, il costo dell’apertura è spesso incluso.
No, non è obbligatorio. In forfettario la contabilità è semplice. Però un servizio di gestione della partita IVA ti evita errori che costano molto di più.
Tra 85.000 e 100.000€ esci dal forfettario dall’anno successivo. Sopra i 100.000€ esci immediatamente.
No. Il reddito si calcola in modo forfettario: ricavi × coefficiente. L’unica deduzione possibile sono i contributi INPS versati.
Per la grande maggioranza di chi inizia, il forfettario è meglio: tasse più basse, niente IVA, contabilità semplice. L’ordinario conviene solo con molti costi deducibili.
Con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, gratuito. Entro 30 giorni dalla fine dell’attività.