Come Richiedere la NASpI nel 2026: Requisiti, Importo e Durata
Quanto ti spetta, come fare domanda entro 68 giorni, le scadenze da non perdere e gli errori che ti fanno perdere soldi.
12 min di lettura
In questa guida imparerai:
Cos'è la NASpI e chi ne ha diritto (non solo i licenziati)
Quanto ti spetta e come si calcola l'importo
Come fare domanda entro 68 giorni e cosa succede dopo
Un esempio reale: Davide, 17.500€ netti in 21 mesi
I 5 errori che fanno perdere la NASpI
Indice
Le basi
Cos'è la NASpI
Hai perso il lavoro e non è stata colpa tua? Lo Stato ti paga un assegno mensile mentre cerchi una nuova occupazione. Si chiama NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) — in parole povere, è la disoccupazione.
Non è un regalo: è un'assicurazione che hai già pagato con i contributi versati durante il lavoro. Ogni mese il tuo datore di lavoro versava all'INPS circa l'1,61% del tuo stipendio lordo proprio per finanziare la NASpI. Se hai lavorato come dipendente e hai versato contributi, hai diritto a riaverli indietro quando ne hai bisogno.
L'importo dipende da quanto guadagnavi prima, e la durata da quanto a lungo hai lavorato. Il massimo è 1.584,70€ lordi al mese per un massimo di 24 mesi. Dal sesto mese l'importo cala del 3% ogni mese: i primi mesi sono quelli in cui prendi di più, quindi è fondamentale fare domanda subito.
Le parole che devi conoscere
NASpI — Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego. L'assegno di disoccupazione per chi perde il lavoro involontariamente.
Disoccupazione involontaria — Hai perso il lavoro senza volerlo: licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa. Le dimissioni volontarie normali NON danno diritto alla NASpI.
Décalage — La riduzione progressiva dell'importo. Dal 6° mese scende del 3% ogni mese. Per chi ha più di 55 anni parte dall'8° mese.
NASpI-COM — Il modulo che devi obbligatoriamente inviare all'INPS se inizi qualsiasi lavoro mentre percepisci la NASpI. Hai 30 giorni.
Contribuzione figurativa — Durante la NASpI, l'INPS ti accredita automaticamente i contributi per la pensione. Gratuiti.
NASpI anticipata — Puoi ricevere tutta la NASpI residua in anticipo per aprire un'attività autonoma. Dal 2026: 70% subito, 30% dopo.
Non è solo per i licenziati: la NASpI spetta anche a chi ha un contratto scaduto, a chi si è dimesso per giusta causa (stipendio non pagato, mobbing, molestie), e alle mamme e ai papà che si dimettono durante il primo anno di vita del figlio.
Chi ne ha diritto
I requisiti
Per avere la NASpI devi soddisfare tutti e tre questi requisiti contemporaneamente.
1. Disoccupazione involontaria
Hai perso il lavoro senza volerlo. Rientrano: licenziamento per qualsiasi motivo, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta, mancato rinnovo di apprendistato.
2. Almeno 13 settimane di contributi
Devi aver versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti. Equivale a circa 3 mesi di lavoro dipendente. Le settimane già utilizzate per una NASpI precedente non si contano.
3. Domanda entro 68 giorni
Dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il termine è tassativo e non ammette proroghe. Dopo i 68 giorni il diritto decade completamente.
Sì, hai diritto se: sei stato licenziato, il tuo contratto a termine è scaduto, ti sei dimesso per giusta causa, hai firmato una risoluzione consensuale in sede protetta, ti sei dimesso durante la maternità o paternità entro il primo anno di vita del figlio.
No, non hai diritto se: ti sei dimesso volontariamente senza giusta causa, sei un dipendente pubblico a tempo indeterminato, sei un lavoratore autonomo o con partita IVA.
Dimissioni volontarie = niente NASpI. Se vuoi lasciare il lavoro e avere diritto alla NASpI, devi avere una giusta causa documentabile. Se il datore non ti paga, non mandare email: manda una PEC e tieni le prove.
Calcolo
Quanto spetta nel 2026
La formula
Si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni. Se la media è uguale o inferiore a 1.456,72€, la NASpI è il 75% di quella media. Se è superiore: 75% di 1.456,72€ più il 25% della differenza. In ogni caso, non può superare 1.584,70€ lordi al mese (circa 1.200–1.250€ netti).
La riduzione progressiva (décalage)
Dal 6° mese (151° giorno) si riduce del 3% ogni mese. Se hai più di 55 anni, parte dall'8° mese. I primi 5 mesi sono quelli in cui ricevi l'importo pieno: è un motivo in più per fare domanda subito.
Quanto dura
La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni. 4 anni pieni = 24 mesi (massimo). 2 anni = 12 mesi. 1 anno = 6 mesi. Le settimane già usate per una precedente NASpI non si contano.
Procedura
Come fare domanda
La domanda si fa solo online. Hai tre strade. Per accedere al portale INPS ti serve lo SPID.
Passo 1: Scegli come farla
Da solo (sito INPS): accedi con SPID o CIE a inps.it. Cerca “NASpI”. La procedura è guidata passo per passo.
Tramite patronato (gratis): vai a un patronato (CGIL, CISL, UIL, ACLI). Fanno tutto loro, è gratuito per legge. Il metodo più sicuro.
Contact Center INPS: 803 164 (gratis da fisso) o 06 164 164 (da cellulare).
Passo 2: Prepara i documenti
SPID o CIE per accedere al portale INPS (se non ce l'hai, fallo prima — ci vogliono 15 minuti). L'ultima busta paga (non obbligatoria ma utile per verificare). L'IBAN di un conto intestato a te.
Passo 3: Dopo la domanda
Entro 15 giorni devi presentarti al Centro per l'Impiego per firmare il Patto di Servizio Personalizzato. Il primo pagamento arriva in 30–45 giorni dalla domanda. I pagamenti successivi sono mensili.
Quando parte il pagamento: se fai domanda entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI parte dall'8° giorno. Se aspetti di più, parte dal giorno dopo la domanda — e perdi i giorni in mezzo. Ogni giorno di ritardo è un giorno di NASpI perso.
Compatibilità
Lavorare durante la NASpI
Se trovi un lavoretto puoi continuare a percepirla, a patto di rispettare i limiti di reddito. Dipendente: max 8.500€/anno. Autonomo/P.IVA: max 5.500€/anno. La NASpI viene ridotta dell'80% del reddito dal nuovo lavoro.
Se il nuovo contratto dura meno di 6 mesi, la NASpI viene sospesa e poi riprende. Se dura più di 6 mesi, puoi presentare una nuova domanda alla fine.
Obbligo di comunicazione assoluto. Qualsiasi lavoro inizi — anche un lavoretto da 200€ — devi comunicarlo con il modulo NASpI-COM entro 30 giorni. Se non comunichi, la NASpI decade completamente e retroattivamente.
Caso reale
L'esempio di Davide
Davide ha 34 anni, vive a Milano e lavorava come magazziniere con contratto a tempo indeterminato. Il suo stipendio era 1.400€ netti al mese, circa 1.800€ lordi. L'azienda chiude il reparto e lo licenzia per motivi economici dopo 3 anni e mezzo di lavoro.
Il giorno dopo va al patronato CGIL con la busta paga e il documento d'identità. Fanno la domanda NASpI in 20 minuti, gratis. Dopo 15 giorni firma il Patto di Servizio al Centro per l'Impiego. Poi fa l'ISEE corrente perché il suo reddito è calato: il suo ISEE scende da 24.000€ a 14.000€, sbloccando bonus bollette e agevolazioni.
SituazioneRetribuzione media (ultimi 4 anni): ~1.750€/mese Settimane lavorate: 182 (3,5 anni) Riduzione dal 6° mese: -3%/mese
Davide non ha speso un centesimo. Ha usato il patronato (gratis) e lo SPID (gratis). Ha fatto tutto in 20 minuti il giorno dopo il licenziamento.
Attenzione
I 5 errori che fanno perdere la NASpI
Fare domanda dopo 68 giorni. Il termine è tassativo e non ammette proroghe. Se lo superi anche di un solo giorno, perdi il diritto alla NASpI. Segna la data sul calendario il giorno stesso in cui perdi il lavoro.
Non comunicare un nuovo lavoro. Anche un lavoretto part-time va comunicato all'INPS con NASpI-COM entro 30 giorni. Se non lo fai, la NASpI decade completamente.
Saltare il Centro per l'Impiego. Hai 15 giorni dalla domanda per presentarti e firmare il Patto di Servizio. Se non ti presenti, la NASpI può essere sospesa.
Non aggiornare l'ISEE. Quando perdi il lavoro, il tuo reddito cala. Se fai l'ISEE corrente, sblocchi bonus bollette, social card, agevolazioni TARI. Potrebbe valere 1.000–2.000€ in più all'anno.
Non fare il 730. La NASpI è reddito. Se nello stesso anno hai avuto sia stipendio che NASpI, il 730 è praticamente obbligatorio per ricalcolare le imposte.
FAQ
Domande frequenti
Dipende dal motivo. Dimissioni volontarie normali: no, in nessun caso. Dimissioni per giusta causa (il datore non ti paga lo stipendio da almeno 2 mesi, mobbing documentato, molestie, trasferimento immotivato oltre 50 km dalla sede): sì, hai diritto alla NASpI come se fossi stato licenziato. Dimissioni durante il periodo di maternità o paternità, entro il primo anno di vita del figlio: sì, hai diritto. In tutti gli altri casi, le dimissioni volontarie non danno diritto alla disoccupazione.
68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il termine è tassativo e non ammette proroghe di nessun tipo, nemmeno per malattia o ricovero. Se lo superi anche di un solo giorno, perdi il diritto alla NASpI anche se avevi tutti i requisiti. Il consiglio: fai domanda il prima possibile, idealmente entro 8 giorni. Se presenti la domanda entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI parte dall’8° giorno. Se aspetti di più, parte dal giorno dopo la domanda e perdi i giorni intermedi.
Il primo pagamento arriva generalmente in 30-45 giorni dalla presentazione della domanda. I pagamenti successivi sono mensili, di solito intorno al 10-15 del mese. Puoi controllare lo stato della tua pratica e le date dei pagamenti accedendo a MyINPS con SPID.
Sì, la NASpI è tassata come reddito da lavoro dipendente. L’INPS trattiene l’IRPEF direttamente prima di versarti l’importo mensile. A fine anno ricevi la CU (Certificazione Unica) dall’INPS che dovrai inserire nel 730. Se nello stesso anno hai percepito sia stipendio che NASpI, il 730 è praticamente obbligatorio per ricalcolare correttamente le imposte.
Sì, con limiti precisi. Lavoro dipendente: il reddito annuo non deve superare 8.500€. Lavoro autonomo o con partita IVA: il limite scende a 5.500€ annui. In entrambi i casi devi comunicare il nuovo lavoro all’INPS con il modulo NASpI-COM entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Se non comunichi, la NASpI decade completamente e retroattivamente. La NASpI viene ridotta dell’80% del reddito che percepisci dal nuovo lavoro.
Dipende dalla durata del nuovo contratto. Se il nuovo rapporto dura meno di 6 mesi, la NASpI precedente viene sospesa durante il lavoro e poi riprende automaticamente alla fine del contratto. Se il nuovo rapporto dura più di 6 mesi, puoi presentare una nuova domanda di NASpI basata sui nuovi contributi versati. Novità dal 2025: se ti eri dimesso dal lavoro precedente, per avere diritto alla nuova NASpI devi aver lavorato almeno 13 settimane nel nuovo rapporto.
Sì, conta a tutti gli effetti. Il periodo coperto dalla NASpI viene accreditato con contribuzione figurativa: l’INPS versa automaticamente e gratuitamente i contributi pensionistici per tutta la durata della prestazione. Questi contributi valgono sia per raggiungere i requisiti di anzianità contributiva sia per il calcolo dell’importo della pensione.
La durata è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi. Se hai lavorato 4 anni pieni (208 settimane), la NASpI dura il massimo: 104 settimane, cioè 24 mesi. Se hai lavorato 2 anni (104 settimane), dura 52 settimane cioè 12 mesi. Se hai lavorato 1 anno (52 settimane), dura 26 settimane cioè 6 mesi. Le settimane già utilizzate per una NASpI precedente non si contano di nuovo.
Se vuoi aprire un’attività autonoma, una ditta individuale, o entrare come socio in una cooperativa, puoi chiedere all’INPS di ricevere tutta la NASpI che ti resterebbe da percepire in un’unica soluzione anticipata, come capitale iniziale per avviare la tua attività. Dal 2026 la NASpI anticipata viene pagata in due tranche: 70% subito dopo l’accoglimento della domanda, 30% al termine della durata teorica. Attenzione: se chiudi l’attività entro 6 mesi o ti fai riassumere come dipendente, l’INPS può chiederti di restituire i soldi.