I tre tipi di matrimonio in Italia
Celebrato in Comune dal Sindaco (o un delegato). È l'unico con valore legale automatico. Puoi farlo in sala comunale o in una location autorizzata. Costo minimo: da 16€ per le pubblicazioni.
Celebrato in chiesa (o altro luogo di culto riconosciuto). Ha effetti civili automatici — il parroco trasmette l'atto al Comune. Servono le stesse pubblicazioni del matrimonio civile + il corso prematrimoniale richiesto dalla diocesi.
Non ha valore legale. Puoi celebrarlo ovunque, con qualsiasi rito personalizzato. Serve solo se hai già fatto il matrimonio civile o religioso e vuoi una cerimonia in più. Sempre più scelto per matrimoni "scenografici" in location particolari.
Documenti necessari
Per avviare la pratica, entrambi gli sposi devono presentarsi all'Ufficio Stato Civile del Comune di residenza (basta il Comune di uno dei due). Il Comune acquisisce d'ufficio quasi tutto — voi portate solo:
Carta d'identità o passaporto di entrambi.
Tessera sanitaria o tesserino del codice fiscale di entrambi.
16€ se risiedete nello stesso Comune, 32€ (due marche) se risiedete in Comuni diversi.
Il Comune richiede d'ufficio: certificato di nascita, certificato di stato libero e certificato contestuale. Non dovete portarli voi.
Divorziati: copia integrale dell'atto di matrimonio precedente con annotazione del divorzio. Vedovi: atto di morte del coniuge. Sposi stranieri: nulla osta al matrimonio rilasciato dal proprio Consolato in Italia + traduzione legalizzata. Minorenni (16-17 anni): autorizzazione del Tribunale dei Minori.
Le pubblicazioni di matrimonio
Le pubblicazioni sono l'annuncio ufficiale che vi state per sposare. Vengono affisse sull'albo pretorio online del Comune per 8 giorni consecutivi. Servono a permettere eventuali opposizioni (succede quasi mai, ma è previsto dalla legge).
Come funziona, passo per passo
Presentatevi entrambi (o uno con delega dell'altro) all'Ufficio Stato Civile. Portate i documenti e la marca da bollo. Compilate il modulo di richiesta pubblicazioni.
Il Comune pubblica i vostri nomi sull'albo online. Se risiedete in Comuni diversi, la pubblicazione avviene in entrambi.
Dopo gli 8 giorni + 3 giorni di attesa, il Comune rilascia il certificato di eseguite pubblicazioni. Da quel momento avete 180 giorni (6 mesi) per celebrare il matrimonio.
Le pubblicazioni decadono e dovete rifare tutto da capo. Non è automatico — semplicemente non potete più sposarvi con quel certificato. Pianificate bene la data.
Quanto costa sposarsi (la parte burocratica)
Qui parliamo solo dei costi burocratici, non del ricevimento o degli abiti.
| Voce | Costo |
|---|---|
| Marca da bollo pubblicazioni (stesso Comune) | 16€ |
| Marca da bollo pubblicazioni (Comuni diversi) | 32€ |
| Uso sala comunale (se richiesta sala speciale) | 100-500€+ |
| Celebrazione fuori orario o sede distaccata | Variabile (delibera comunale) |
| Corso prematrimoniale (solo rito religioso) | Gratuito o offerta libera |
Se vi sposate nella sala del Comune, in orario d'ufficio, il costo totale è solo la marca da bollo (16-32€). Le tariffe salgono se scegliete location comunali di pregio, orari serali/weekend, o sale esterne convenzionate.
Comunione o separazione dei beni?
Questa è una delle decisioni più importanti che prenderete. La scelta va fatta al momento del matrimonio — l'ufficiale vi chiederà prima di celebrare.
| Comunione dei beni | Separazione dei beni | |
|---|---|---|
| Default | Sì (se non dite nulla) | Devi dichiararla |
| Cosa compri dopo | È al 50% di entrambi | Resta solo tuo |
| Stipendio | Resta personale | Resta personale |
| Debiti dopo | Rispondono entrambi (su beni comuni) | Risponde solo chi li ha fatti |
| Mutuo casa | La casa è di entrambi anche se paga uno | La casa è di chi la compra |
| Cambiare idea | Sì, dal notaio | Sì, dal notaio |
La separazione dei beni è la scelta più comune oggi, soprattutto se uno dei due è imprenditore, libero professionista, o ha patrimoni preesistenti. Protegge meglio in caso di debiti o problemi economici di uno dei due. Se non avete situazioni particolari e vi fidate, la comunione va benissimo. In ogni caso, potete cambiare idea dopo — ma serve un atto notarile (costo: 500-1.000€).
Congedo matrimoniale e bonus
Congedo matrimoniale
Se sei un dipendente, hai diritto a 15 giorni di calendario di congedo retribuito al 100%. Devi usarlo entro 30 giorni dalla data del matrimonio. Spetta anche per le unioni civili.
Impiegati e quadri: il congedo è interamente a carico del datore di lavoro. Operai e apprendisti: 7 giorni sono a carico INPS (assegno per congedo matrimoniale), il resto a carico del datore. In entrambi i casi, ricevi lo stipendio pieno per 15 giorni.
Avvisa il datore di lavoro con almeno 6 giorni di preavviso (nella pratica, avvisa il prima possibile). Dopo le nozze, consegna il certificato di matrimonio all'ufficio risorse umane.
Bonus matrimonio 2026?
Nel 2026 non c'è un bonus nazionale per chi si sposa. L'unico "bonus" è il congedo retribuito INPS. Alcune Regioni hanno avuto iniziative locali in passato (es. Lazio nel 2022), ma al momento non ci sono contributi attivi. Verifica sul sito della tua Regione per eventuali novità.
Sposarsi ti apre le porte ad altre agevolazioni: il bonus prima casa (se comprate insieme), la possibilità di fare il 730 congiunto, l'ISEE familiare che può sbloccare bonus, e la detrazione per il coniuge a carico se uno dei due non lavora.
Cosa fare dopo il matrimonio
Il Comune aggiorna automaticamente lo stato civile e il nucleo familiare. Ma ci sono alcune cose che dovete fare voi:
Consegna il certificato di matrimonio per il congedo e per aggiornare i dati fiscali (detrazioni coniuge a carico, TFR, ecc.).
Se avete conti cointestati o mutui, comunicate il cambio di stato civile. Utile anche per aggiornare le polizze assicurative.
Se cambi cognome: carta d'identità, codice fiscale (Agenzia delle Entrate), tessera sanitaria, patente. Se non cambi cognome, non serve aggiornare quasi nulla.
Dopo il matrimonio il nucleo familiare cambia. Se avevi un ISEE in corso, rifai l'ISEE per aggiornare la situazione — potresti accedere a nuovi bonus o perderli, a seconda del reddito del coniuge.