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Bonus mobili

Come funziona il bonus mobili nel 2026: detrazione 50% fino a 5.000€ per mobili ed elettrodomestici se hai ristrutturato. Cosa puoi comprare, come pagare, come detrarre.

✦ 100% gratuita🕐 10 min di lettura🪑 Tetto 5.000€ per il 2026✓ Aggiornato marzo 2026
Fonti: Agenzia delle Entrate · Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) · Art. 16 D.L. 63/2013
50%
detrazione IRPEF
su mobili e elettrodomestici
5.000€
tetto massimo
di spesa per il 2026
2.500€
risparmio massimo
in 10 rate annuali
⚡ In sintesi
🪑
50%
detrazione su mobili e grandi elettrodomestici
💰
5.000€
tetto massimo di spesa nel 2026
🔨
Ristrutturazione
obbligatoria per accedere al bonus
💳
Carta o bonifico
niente contanti, niente assegni
📅
10 rate
rimborso in 10 anni nel 730
🏠
Anche 2ª casa
stesso bonus, stessa aliquota
Le basi

Cos'è il bonus mobili

Il bonus mobili è una detrazione IRPEF del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi. Il tetto massimo di spesa è 5.000€, quindi il risparmio massimo è di 2.500€, spalmato in 10 rate annuali da 250€ nel 730.

Il punto fondamentale: questo bonus non è autonomo. Funziona solo se hai fatto (o stai facendo) lavori di ristrutturazione sull'immobile dove metterai i mobili. Senza ristrutturazione, il bonus non esiste. È un "bonus agganciato" al bonus ristrutturazione.

📖 Parole che incontrerai in questa guida

Detrazione IRPEF — uno sconto sulle tasse che paghi. Lo recuperi nella dichiarazione dei redditi (730), non come rimborso diretto.

Manutenzione straordinaria — lavori che modificano struttura o impianti: rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico/idraulico, apertura di porte interne. È il requisito minimo per il bonus.

Classe energetica — l'etichetta che indica quanto consuma un elettrodomestico. Per il bonus servono classi specifiche: A per forni, E per lavatrici, F per frigoriferi.

Bonifico parlante — il bonifico speciale per le ristrutturazioni con causale, codice fiscale e P.IVA. Per il bonus mobili non serve: basta un bonifico ordinario o carta.

ENEA — Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile. Per alcuni elettrodomestici va fatta una comunicazione (ma non è obbligatoria a pena di decadenza).

La lista

Cosa puoi comprare con il bonus

✅ MOBILI AMMESSI
Cucine
Complete o componibili
Letti e materassi
Matrimoniali, singoli, reti
Armadi e cassettiere
Anche su misura
Divani e poltrone
Anche divani letto
Tavoli, sedie, librerie
Credenze, comodini
Mobili bagno
Arredo bagno nuovo
Lampadari
Illuminazione d'arredo
Trasporto e montaggio
Inclusi nel tetto di 5.000€
✅ ELETTRODOMESTICI AMMESSI (con classe minima)
Forni
Classe A o superiore
Frigoriferi e congelatori
Classe F o superiore
Lavatrici e lavasciuga
Classe E o superiore
Lavastoviglie
Classe E o superiore
Asciugatrici
Se prevista etichetta
Condizionatori
Apparecchi climatizzazione
Piani cottura elettrici
Induzione o vetroceramica
Stufe e radiatori elettrici
Se prevista etichetta
❌ Non rientrano nel bonus

Porte e portoni, pavimenti e parquet, tende e tendaggi, complementi d'arredo decorativi, mobili usati o rigenerati. Questi sono esclusi anche se li compri durante una ristrutturazione.

Condizioni

Requisiti per accedere al bonus

Tre condizioni, tutte obbligatorie:

1. Ristrutturazione in corso o recente

Devi aver avviato lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione sull'immobile. Per acquisti nel 2026, i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve essere precedente alla data di acquisto dei mobili.

2. Pagamento tracciabile

Devi pagare con bonifico bancario/postale, carta di credito o carta di debito. Niente contanti, niente assegni. Non serve il "bonifico parlante" delle ristrutturazioni: va bene un bonifico ordinario.

3. Conservare i documenti

Tieni: la fattura (o scontrino parlante) con natura, qualità e quantità dei beni, la ricevuta del pagamento (bonifico, estratto conto carta), e la prova dell'inizio lavori (titolo abilitativo, comunicazione ASL, o dichiarazione sostitutiva).

Pagamento

Come pagare per non perdere il bonus

METODI DI PAGAMENTO
✅ Carta di creditoIl più semplice
✅ Carta di debito (bancomat)OK anche contactless
✅ Bonifico ordinarioNon serve il "parlante"
✅ Finanziamento a rateSe la finanziaria paga tracciabile
❌ ContantiMai ammessi
❌ AssegniMai ammessi
Data che contaLa data di addebito della carta o del bonifico
Dichiarazione

Come detrarre nel 730

Il bonus mobili si recupera nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Non è un rimborso immediato: è uno sconto sulle tasse che paghi, spalmato in 10 anni.

1
Raccogli i documenti

Fattura dei mobili/elettrodomestici + ricevuta del pagamento + prova inizio lavori di ristrutturazione.

2
Compila il 730

Indica le spese nel Quadro E, Sezione III-A. Se usi la precompilata, verifica che i dati siano corretti. Inserisci anche i dati della ristrutturazione collegata.

3
Ricevi il rimborso in 10 rate

Se hai speso 5.000€, recuperi 250€/anno per 10 anni come sconto sulle tasse. Il primo rimborso arriva con il 730 dell'anno successivo alla spesa.

Esempio concreto

Esempio pratico: Valentina ristruttura il bagno

Valentina ha rifatto il bagno del suo appartamento a febbraio 2025 (manutenzione straordinaria: impianto idraulico e piastrelle). A marzo 2026 compra mobili nuovi.

GLI ACQUISTI DI VALENTINA
Divano nuovo1.200€
Letto matrimoniale + materasso1.800€
Lavatrice classe E650€
Tavolo e 4 sedie900€
Trasporto e montaggio250€
Totale speso4.800€ (sotto il tetto di 5.000€)
QUANTO RISPARMIA
Detrazione 50%2.400€
Rimborso annuale (x 10 anni)240€/anno
PagamentoCarta di credito ✓
Documenti4 fatture + estratto conto carta ✓
Dove lo mette nel 730Quadro E, Sezione III-A (dal 730/2027)
Attenzione

Errori comuni da evitare

❌ Comprare i mobili prima di iniziare i lavori

La data di inizio lavori deve essere precedente alla data di acquisto. Se compri il divano a gennaio e i lavori iniziano a febbraio, perdi il bonus su quel divano.

❌ Pagare in contanti "tanto ho la fattura"

La fattura non basta. Serve il pagamento tracciabile: carta o bonifico. Se paghi in contanti, anche con fattura regolare, perdi la detrazione.

❌ Pensare che basti la tinteggiatura

La manutenzione ordinaria (tinteggiare, cambiare le piastrelle senza toccare gli impianti) non dà diritto al bonus mobili. Servono lavori più importanti: almeno manutenzione straordinaria.

Situazioni frequenti

Casi particolari

Due lavori nello stesso anno — se fai due interventi di ristrutturazione distinti sullo stesso immobile, il tetto di 5.000€ resta unico per l'anno. Non si raddoppia.
Due immobili diversi — se ristrutturi due appartamenti, hai due bonus distinti, ciascuno con il tetto di 5.000€. Il bonus è legato all'intervento edilizio, non alla persona.
Convivente o coniuge — anche chi non è proprietario ma convive nell'immobile ristrutturato può usufruire del bonus, purché sia lui/lei a sostenere le spese per mobili ed elettrodomestici con pagamento tracciabile a proprio nome.
Mobili per una stanza diversa da quella ristrutturata — sì, si può fare. Se ristrutturi il bagno, puoi comprare un divano per il soggiorno con il bonus. L'importante è che i lavori siano stati fatti sullo stesso immobile.
Acquisti online — il bonus vale anche per gli acquisti su siti e-commerce, purché paghi con carta di credito/debito o bonifico e conservi la fattura (non basta la conferma d'ordine) e la ricevuta del pagamento.
Cucina su misura — detraibile al 100%, compresi i lavori di installazione. La cucina è tra gli acquisti più comuni con il bonus mobili. Anche gli elettrodomestici inclusi (forno, piano cottura) rientrano, se di classe energetica adeguata.
Checklist

Documenti da conservare (per 15 anni)

L'Agenzia delle Entrate può chiederti i documenti fino a 5 anni dopo la dichiarazione, ma la detrazione si spalma su 10 anni — quindi conserva tutto per almeno 15 anni:

Fattura o scontrino parlante — deve riportare la natura, qualità e quantità dei beni acquistati e il codice fiscale dell'acquirente.
Ricevuta del pagamento tracciabile — estratto conto della carta, ricevuta del bonifico o del pagamento a rate.
Comunicazione all'ENEA — obbligatoria solo per gli elettrodomestici (forni, lavatrici, lavastoviglie, ecc.). Va fatta online su enea.it entro 90 giorni dalla data di acquisto.
Titolo abilitativo della ristrutturazione — CILA, SCIA, o permesso di costruire. Oppure autocertificazione con data di inizio lavori per la manutenzione straordinaria.
Risposte rapide

Domande frequenti

No. Il bonus mobili esiste solo se hai fatto (o stai facendo) lavori di ristrutturazione sull’immobile. Senza ristrutturazione, niente bonus. Deve essere almeno manutenzione straordinaria.
No per le singole unità abitative. Tinteggiare le pareti, cambiare i pavimenti o sostituire gli infissi (senza opere murarie) non basta. Serve manutenzione straordinaria, restauro, risanamento o ristrutturazione vera e propria. Eccezione: la manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali dà diritto al bonus per gli arredi delle parti comuni.
No. La data di inizio lavori deve essere anteriore a quella dell’acquisto dei mobili. Se compri il divano il 10 marzo e i lavori iniziano il 15 marzo, perdi il bonus. Prima i lavori, poi i mobili.
No, non serve. A differenza del bonus ristrutturazione, per il bonus mobili va bene un bonifico ordinario, una carta di credito o una carta di debito. L’importante è che il pagamento sia tracciabile: niente contanti, assegni o altri mezzi.
Il bonus spetta a chi sostiene effettivamente la spesa. Se il coniuge paga i mobili ma la ristrutturazione è intestata all’altro, il bonus spetta a chi ha pagato i mobili, purché sia convivente o familiare del titolare della ristrutturazione.
Sì. I mobili possono essere destinati a qualsiasi ambiente dell’immobile ristrutturato, non per forza alla stanza dove sono stati fatti i lavori. Ristrutturi il bagno? Puoi comprare il divano per il soggiorno.
Sì. A differenza di altri bonus casa, il bonus mobili si applica ugualmente a prima e seconda casa, con la stessa aliquota del 50% e lo stesso tetto di 5.000€.
Solo per alcuni elettrodomestici: forni, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga. Ma la mancata comunicazione non fa perdere la detrazione (risoluzione Agenzia Entrate 46/E del 2019).
Resta aggiornato.
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