Cos'è il bonus mobili
Il bonus mobili è una detrazione IRPEF del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi. Il tetto massimo di spesa è 5.000€, quindi il risparmio massimo è di 2.500€, spalmato in 10 rate annuali da 250€ nel 730.
Il punto fondamentale: questo bonus non è autonomo. Funziona solo se hai fatto (o stai facendo) lavori di ristrutturazione sull'immobile dove metterai i mobili. Senza ristrutturazione, il bonus non esiste. È un "bonus agganciato" al bonus ristrutturazione.
Detrazione IRPEF — uno sconto sulle tasse che paghi. Lo recuperi nella dichiarazione dei redditi (730), non come rimborso diretto.
Manutenzione straordinaria — lavori che modificano struttura o impianti: rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico/idraulico, apertura di porte interne. È il requisito minimo per il bonus.
Classe energetica — l'etichetta che indica quanto consuma un elettrodomestico. Per il bonus servono classi specifiche: A per forni, E per lavatrici, F per frigoriferi.
Bonifico parlante — il bonifico speciale per le ristrutturazioni con causale, codice fiscale e P.IVA. Per il bonus mobili non serve: basta un bonifico ordinario o carta.
ENEA — Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile. Per alcuni elettrodomestici va fatta una comunicazione (ma non è obbligatoria a pena di decadenza).
Cosa puoi comprare con il bonus
Porte e portoni, pavimenti e parquet, tende e tendaggi, complementi d'arredo decorativi, mobili usati o rigenerati. Questi sono esclusi anche se li compri durante una ristrutturazione.
Requisiti per accedere al bonus
Tre condizioni, tutte obbligatorie:
Devi aver avviato lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione sull'immobile. Per acquisti nel 2026, i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve essere precedente alla data di acquisto dei mobili.
Devi pagare con bonifico bancario/postale, carta di credito o carta di debito. Niente contanti, niente assegni. Non serve il "bonifico parlante" delle ristrutturazioni: va bene un bonifico ordinario.
Tieni: la fattura (o scontrino parlante) con natura, qualità e quantità dei beni, la ricevuta del pagamento (bonifico, estratto conto carta), e la prova dell'inizio lavori (titolo abilitativo, comunicazione ASL, o dichiarazione sostitutiva).
Come pagare per non perdere il bonus
Come detrarre nel 730
Il bonus mobili si recupera nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Non è un rimborso immediato: è uno sconto sulle tasse che paghi, spalmato in 10 anni.
Fattura dei mobili/elettrodomestici + ricevuta del pagamento + prova inizio lavori di ristrutturazione.
Indica le spese nel Quadro E, Sezione III-A. Se usi la precompilata, verifica che i dati siano corretti. Inserisci anche i dati della ristrutturazione collegata.
Se hai speso 5.000€, recuperi 250€/anno per 10 anni come sconto sulle tasse. Il primo rimborso arriva con il 730 dell'anno successivo alla spesa.
Esempio pratico: Valentina ristruttura il bagno
Valentina ha rifatto il bagno del suo appartamento a febbraio 2025 (manutenzione straordinaria: impianto idraulico e piastrelle). A marzo 2026 compra mobili nuovi.
Errori comuni da evitare
La data di inizio lavori deve essere precedente alla data di acquisto. Se compri il divano a gennaio e i lavori iniziano a febbraio, perdi il bonus su quel divano.
La fattura non basta. Serve il pagamento tracciabile: carta o bonifico. Se paghi in contanti, anche con fattura regolare, perdi la detrazione.
La manutenzione ordinaria (tinteggiare, cambiare le piastrelle senza toccare gli impianti) non dà diritto al bonus mobili. Servono lavori più importanti: almeno manutenzione straordinaria.
Casi particolari
Documenti da conservare (per 15 anni)
L'Agenzia delle Entrate può chiederti i documenti fino a 5 anni dopo la dichiarazione, ma la detrazione si spalma su 10 anni — quindi conserva tutto per almeno 15 anni: