Chi paga l'IMU, chi è esente, come si calcola, le scadenze del 16 giugno e 16 dicembre e le agevolazioni per comodato, affitto e immobili inagibili.
L'IMU (Imposta Municipale Propria) è una tassa annuale sul possesso di immobili. La buona notizia: se abiti nella tua unica casa, non paghi nulla. L'abitazione principale (non di lusso) è completamente esente.
Devono pagare l'IMU: chi ha una seconda casa (terreno, appartamento, box, negozio), chi ha la prima casa di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), i proprietari di terreni agricoli (con eccezioni per i coltivatori diretti), e chi possiede immobili sfitti o affittati.
Rendita catastale — il valore fiscale dell'immobile assegnato dall'Agenzia del Territorio. Lo trovi nella visura catastale, nell'atto di compravendita o nelle bollette IMU degli anni precedenti.
Categoria catastale — la classificazione dell'immobile (A/2 = appartamento civile, A/3 = economico, C/6 = garage).
Aliquota — la percentuale che il Comune applica. Si esprime in “per mille” (‰). Ogni Comune decide le proprie entro i limiti di legge.
Abitazione principale — l'immobile dove hai sia la residenza anagrafica che la dimora abituale. Servono entrambi per l'esenzione.
Pertinenza — garage (C/6), cantina (C/2), tettoia (C/7). Una pertinenza per tipo è esente insieme alla prima casa.
Sono completamente esenti: l'abitazione principale non di lusso (con le pertinenze, una per tipo), gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, i terreni agricoli dei coltivatori diretti e degli IAP, gli immobili dell'edilizia residenziale pubblica, gli immobili di disabili gravi (L. 104, art. 3 comma 3) usati come abitazione principale.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale 209/2022, due coniugi con case diverse possono avere ognuno la propria abitazione principale esente, a patto che ognuno ci risieda e dimori.
La formula è: (Rendita catastale × 1,05) × Moltiplicatore × Aliquota comunale.
La rendita catastale si trova nella visura catastale (gratis su agenziaentrate.gov.it con SPID). Va aumentata del 5% (rivalutazione fissa).
Il moltiplicatore dipende dalla categoria: abitazioni (A, escluso A/10) = 160; garage (C/6) = 140; negozi (C/1) = 55; uffici (A/10, B) = 80; capannoni (D) = 65.
L'aliquota è quella deliberata dal tuo Comune. L'aliquota base per la seconda casa è 8,6‰, ma il Comune può portarla fino a 10,6‰ (o 11,4‰ con la maggiorazione).
L'IMU si paga in due rate: l'acconto entro il 16 giugno (50% dell'importo dell'anno precedente) e il saldo entro il 16 dicembre (conguaglio con le aliquote definitive). Se l'importo totale è inferiore a 12€, non si paga.
Si paga con il modello F24, online sul sito dell'Agenzia delle Entrate (con SPID), tramite banca, CAF, o presso tabaccherie/uffici postali abilitati.
Comodato al figlio o al genitore: se presti la casa a un figlio o genitore che la usa come abitazione principale, la base imponibile si riduce del 50%. Condizioni: contratto registrato, proprietario residente nello stesso Comune, non possedere altri immobili.
Immobile affittato a canone concordato: riduzione del 25% sull'IMU dovuta. Si applica con la cedolare secca al canone concordato.
Immobile inagibile o inabitabile: riduzione del 50% per gli immobili dichiarati inagibili e di fatto non utilizzati.
Immobile di anziano/disabile in casa di cura: può essere considerato abitazione principale (esente) se non affittato. Dipende dal Comune.
Giulia ha 38 anni, vive a Milano (abitazione principale, esente IMU). Ha ereditato un appartamento a Bologna dove non abita: rendita catastale 650€, categoria A/2. Il Comune di Bologna applica l'aliquota di 9,7‰ per le seconde case.
Se Giulia affittasse l'appartamento con cedolare secca a canone concordato, l'IMU scenderebbe del 25%: da 1.059€ a circa 794€. E se lo prestasse in comodato alla madre, scenderebbe del 50%: circa 530€.