Regime Forfettario 2026: Requisiti, Tasse e Coefficienti
Tetto 85.000€, imposta 5-15%, coefficienti di redditività, obblighi e quando conviene rispetto all'ordinario.
10 min di lettura
In questa guida imparerai:
Cos'è il regime forfettario e perché conviene quasi sempre
I 7 requisiti per accedervi nel 2026
Coefficienti di redditività per attività comuni
Obblighi: fatturazione elettronica, marca da bollo, dichiarazione
Quando esci dal forfettario (soglia 85k e 100k)
Indice
Le basi
Cos'è il regime forfettario
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per le partite IVA che fatturano fino a 85.000€/anno. “Forfettario” perché le tasse non si calcolano sulle spese reali ma applicando un coefficiente forfettario ai ricavi. Questo rende la gestione fiscale molto più semplice.
I vantaggi sono enormi: paghi un'imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni (poi 15%), non devi gestire l'IVA, e la contabilità è minima. Per la grande maggioranza di chi apre partita IVA in Italia, il forfettario è la scelta migliore.
Lo svantaggio: non puoi dedurre le spese reali (tranne i contributi INPS). Se hai molti costi (ufficio, dipendenti, attrezzature), l'ordinario potrebbe convenirti. Ma per freelance, consulenti e professionisti con poche spese, il forfettario è imbattibile.
Requisiti
I 7 requisiti nel 2026
1. Ricavi sotto 85.000€/anno. Sopra 85k ma sotto 100k: esci dall'anno successivo. Sopra 100k: esci immediatamente.
2. Spese per dipendenti sotto 20.000€/anno.
3. Redditi da lavoro dipendente sotto 35.000€/anno (se hai anche un lavoro dipendente).
4. Non fatturare più del 50% al tuo ex datore (se eri dipendente nei 2 anni precedenti).
5. Non avere partecipazioni in società di persone (SNC, SAS) o in SRL con attività correlata.
6. Non avere prevalenza di redditi di capitale.
7. Non operare in regime speciale IVA (tabaccherie, editoria, ecc.).
I numeri
Quanto paghi davvero
Reddito imponibile = ricavi × coefficiente di redditività. Su quel reddito paghi l'imposta sostitutiva (5% o 15%) e i contributi INPS.
Coefficienti per attività comuni
Con coefficiente 78%, su 30.000€ di ricavi paghi le tasse su 23.400€. Con coefficiente 40%, su 30.000€ paghi su soli 12.000€.
Non indovinare il codice ATECO. Un codice sbagliato può significare un coefficiente più alto (= più tasse) o un inquadramento INPS errato con contributi minimi da 4.500€/anno. Un servizio di gestione della partita IVA per questa scelta ti risparmia migliaia di euro.
Adempimenti
Obblighi e adempimenti
Fatturazione elettronica: obbligatoria dal 2024 per tutti. In fattura scrivi la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”. Non applichi l'IVA (codice N2.2).
Marca da bollo: obbligatoria su tutte le fatture sopra 77,47€. Il bollo è virtuale (2€): si paga a fine trimestre.
Dichiarazione dei redditi: una volta all'anno con il Modello Redditi PF (non il 730).
Contributi INPS: 4 rate trimestrali + saldo a giugno. Per artigiani/commercianti c'è il minimale fisso anche a reddito zero.
Cosa NON devi fare: niente registri IVA, niente liquidazioni IVA trimestrali, niente IRAP, niente studi di settore. La semplicità è il vero vantaggio del forfettario.
Confronto
Quando conviene
Forfettario conviene seFatturi sotto 85k/anno Poche spese deducibili Lavori da solo (freelance, consulente) Tasse: 5-15%
Meglio l'ordinario seTanti costi reali (ufficio, dipendenti) I costi superano il coefficiente Fatturo a soggetti con P.IVA Tasse: 23-43% ma scarichi tutto
Il forfettario è semplice ma non banale. Un servizio di gestione della partita IVA ti aiuta con codice ATECO, scadenze, contributi e dichiarazione.
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Ricavi tra 85.000 e 100.000€: esci dall'anno successivo. Hai tempo per prepararti.
Ricavi sopra 100.000€: esci immediatamente e devi applicare l'IVA da quel momento. Questo è il caso critico.
Per rientrare dopo esserne uscito: devi stare sotto 85.000€ per due anni consecutivi.
Monitora il fatturato durante l'anno. Se ti avvicini a 85k, valuta se rallentare o prepararti al passaggio all'ordinario. Superare 100k senza accorgersene crea problemi seri.
FAQ
Domande frequenti
5% per i primi 5 anni se apri una nuova attività, poi 15%. A queste si aggiungono i contributi INPS (dal 26% per professionisti, dal 24% per artigiani/commercianti).
85.000€ di ricavi annui. Tra 85k e 100k esci dall’anno successivo. Sopra 100k esci immediatamente.
No. Il reddito si calcola con un coefficiente forfettario. L’unica deduzione ammessa sono i contributi INPS versati.
No. Non applichi l’IVA sulle fatture e non la detrarre sugli acquisti. Codice natura N2.2.
Sì, se il reddito da lavoro dipendente non supera 35.000€ annui. Non puoi fatturare più del 50% allo stesso datore.
È la percentuale del fatturato su cui paghi le tasse. Per i consulenti è il 78%, per i commercianti di alimentari il 40%.
Se hai molti costi reali deducibili (ufficio, dipendenti, attrezzature) che superano la percentuale forfettaria.
Sì, dal 2024 è obbligatoria per tutti i forfettari. Fatture XML tramite il SdI.