Cos'è il congedo parentale
Quando nasce un figlio, la mamma ha 5 mesi di congedo di maternità obbligatorio e il papà ha 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio. Fin qui è tutto obbligatorio.
Il congedo parentale è quello che viene dopo: un periodo facoltativo in cui mamma o papà (o entrambi) possono assentarsi dal lavoro per stare con il bambino. Lo Stato ti paga una parte dello stipendio e il tuo posto di lavoro è protetto.
Non è un lusso: è un diritto previsto dal Testo Unico sulla maternità. E dal 2026 è ancora più flessibile.
Congedo obbligatorio — maternità (5 mesi, 80%) e paternità (10 giorni, 100%). Non puoi rinunciarci.
Congedo parentale — l'astensione facoltativa dopo quello obbligatorio. Fino a 10-11 mesi per la coppia, pagata dal 30% all'80%.
Indennità — la percentuale dello stipendio che l'INPS ti paga durante il congedo. Varia dal 30% all'80% a seconda dei mesi.
Contribuzione figurativa — durante il congedo, l'INPS "finge" che tu stia lavorando ai fini della pensione. Non perdi anzianità.
Retribuzione media giornaliera — la base su cui si calcola l'indennità. È la media dello stipendio del mese prima del congedo.
CCNL — Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Alcuni contratti prevedono condizioni migliorative rispetto alla legge.
Quanti mesi spettano
Il congedo parentale spetta a entrambi i genitori, ognuno con i suoi mesi. Ecco come funziona la divisione.
Se il papà prende almeno 3 mesi di congedo, il suo limite individuale sale da 6 a 7 mesi e il totale della coppia sale da 10 a 11 mesi. È un incentivo per dividere il congedo in modo più equilibrato.
Quanto ti pagano: la tabella
L'indennità non è uguale per tutti i mesi. I primi 3 sono pagati molto meglio grazie alle novità introdotte tra 2024 e 2025.
I 3 mesi all'80% si possono usare solo se il figlio ha meno di 6 anni (o entro 6 anni dall'ingresso in famiglia per adozione/affido). Se il figlio ha più di 6 anni, quei mesi diventano al 30%. Pianifica bene.
Per avere diritto ai mesi all'80%, il congedo di maternità o paternità obbligatorio deve essere terminato dopo il 31 dicembre 2023 (per il primo mese) e dopo il 31 dicembre 2024 (per il secondo e terzo mese). Se il tuo congedo obbligatorio è finito prima, i mesi restano al 30%.
Novità dal 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto due cambiamenti importanti.
Prima il limite era 12 anni. Dal 1° gennaio 2026, il congedo parentale si può usare fino ai 14 anni del figlio. Questo vale per i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati. Per le adozioni, si conta dall'ingresso in famiglia.
Per i figli tra 3 e 14 anni (prima il limite era 8 anni), ogni genitore ha ora 10 giorni lavorativi all'anno di congedo per malattia del figlio (prima erano 5). Non sono retribuiti, ma sono coperti da contributi figurativi e non serve la visita fiscale.
Come fare domanda all'INPS
Comunica per iscritto (email o PEC) le date del congedo con almeno 5 giorni di preavviso (2 giorni se a ore). Il datore non può rifiutare: è un tuo diritto.
Vai su www.inps.it, accedi con SPID o CIE, e cerca il servizio "Domande di maternità e paternità". Puoi anche usare l'app INPS Mobile o passare da un patronato.
Inserisci i dati del figlio, le date del congedo che vuoi prendere e il tipo di fruizione (giornate intere o ore). Controlla quanti mesi hai già usato e quanti ne ha usati l'altro genitore.
Dopo l'invio ricevi un numero di protocollo. Salva la ricevuta e mandala al datore di lavoro. L'INPS eroga l'indennità di solito entro il 15 del mese successivo a quello del congedo.
La domanda all'INPS va presentata prima dell'inizio del periodo di congedo. Se la fai dopo, rischi di non ricevere l'indennità per i giorni precedenti alla domanda. Non aspettare.
Esempio pratico: Anna e Luca, figlio di 1 anno
Anna e Luca lavorano entrambi come dipendenti. Il loro bambino ha 1 anno. Anna guadagna 1.600€ netti, Luca 1.800€. Il congedo obbligatorio di Anna è finito a marzo 2025.
Errori comuni da evitare
I 3 mesi all'80% valgono solo entro i 6 anni del figlio. Se aspetti, diventano al 30%. Usali appena puoi: la differenza tra 80% e 30% su 3 mesi è migliaia di euro.
I mesi sono divisi tra i due genitori con regole precise. Se non vi coordinate, rischiate di "sprecare" il terzo mese all'80% o di superare il tetto. Fate i conti insieme prima di fare domanda.
Avvisare il datore di lavoro non basta. Devi anche fare la domanda all'INPS, altrimenti non ricevi l'indennità. Sono due cose separate.