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LavoroMar 2026

TFR nel 2026: Come si Calcola, Tassazione e Quando lo Ricevi

La liquidazione spiegata come te la spiegherebbe un amico. Quanto ti spetta, come si calcola, tassazione e la scelta tra azienda e fondo pensione.

10 min di lettura
In questa guida imparerai:
  • Cos'è il TFR e perché sono soldi tuoi (non un regalo)
  • Come si calcola: RAL ÷ 13,5 ogni anno
  • Tassazione: la differenza tra 23% (azienda) e 9-15% (fondo pensione)
  • Un esempio reale: Davide, 20.271€ netti dopo 12 anni
  • La scelta più importante: azienda o fondo pensione?

Cos'è il TFR

Immagina che ogni mese il tuo datore di lavoro, invece di darti tutto lo stipendio, ne metta un pezzetto da parte in un salvadanaio. Mese dopo mese, anno dopo anno, quel salvadanaio cresce. Quando il rapporto di lavoro finisce — per qualsiasi motivo — il datore rompe il salvadanaio e ti dà tutto quello che c'è dentro. Quello è il TFR.

In numeri: ogni anno il datore accantona circa il 6,91% della tua RAL — che corrisponde più o meno a una mensilità di stipendio. Dopo 10 anni hai accumulato circa 10 mensilità. Quel gruzzolo nel frattempo cresce grazie alla rivalutazione annua: 75% dell'inflazione ISTAT più un 1,5% fisso.

Le parole che devi conoscere

TFR (Trattamento di Fine Rapporto) — il nome ufficiale della “liquidazione”. Regolato dall'art. 2120 del Codice Civile.

RAL — Retribuzione Annua Lorda. Il TFR si calcola sulla RAL: ogni anno viene accantonato il 6,91% (RAL ÷ 13,5).

Rivalutazione — l'aumento annuo del TFR: 75% inflazione + 1,5% fisso. Sulla rivalutazione si paga il 17% di imposta ogni anno.

Tassazione separata — il TFR non si somma al reddito dell'anno. Viene tassato con un'aliquota media calcolata sugli ultimi anni.

Fondo pensione — alternativa all'azienda per il TFR. Tassazione più bassa (15-9% contro ~23%) ma soldi bloccati fino alla pensione.

Fondo di Garanzia INPS — se l'azienda fallisce e non può pagarti il TFR, interviene questo fondo.

Non è un regalo del datore: il TFR è retribuzione differita — sono soldi tuoi, guadagnati mese per mese, pagati dopo invece che subito. Ti spettano sempre: dimissioni, licenziamento, pensione, fine contratto. Anche in caso di morte del lavoratore, il TFR va agli eredi.

Come si calcola

Ogni anno si accantona RAL ÷ 13,5. Con una RAL di 25.000€, la quota è circa 1.851€/anno. A questa si sottrae il contributo INPS dello 0,5% (125€), quindi la quota netta accantonata è circa 1.726€/anno.

Il TFR già accantonato viene rivalutato ogni anno del 75% dell'inflazione ISTAT + 1,5% fisso. Con inflazione al 2%, la rivalutazione è del 3%. Sulla rivalutazione si paga il 17% di imposta ogni anno.

FORMULA TFRRAL ÷ 13,5 = quota annua TFRRivalutazione: 75% inflazione + 1,5% fissoImposta rivalutazione: 17% ogni anno

Come viene tassato

Il TFR ha una tassazione separata: non si somma al reddito dell'anno in cui lo ricevi. Se fosse tassato insieme, finiresti in uno scaglione altissimo. La tassazione separata evita questo problema.

Se il TFR resta in azienda, la tassazione è circa il 23% (aliquota media IRPEF calcolata sugli ultimi 5 anni). Se invece hai versato il TFR in un fondo pensione, la tassazione scende dal 15% al 9% — si riduce di 0,3 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo.

La differenza è concreta. Su un TFR di 20.000€ lordi parliamo di 1.600-2.800€ in più in tasca se scegli il fondo pensione. Su 40.000€ il risparmio raddoppia. Sono soldi veri.

Quando ricevi il TFR

Il TFR viene pagato alla fine del rapporto di lavoro, qualunque sia il motivo. Nel privato la prassi è 30-45 giorni dalla cessazione. Nel pubblico i tempi sono molto più lunghi: 12 mesi più 90 giorni per chi va in pensione, 24 mesi più 90 giorni per chi si dimette.

Anticipo del TFR

Non devi aspettare la fine del rapporto, ma ci sono condizioni precise: almeno 8 anni di servizio continuativi, massimo 70% del maturato, e si può chiedere una sola volta. Motivi ammessi: acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedi parentali o formativi.

Se il datore non paga: manda una diffida scritta (raccomandata o PEC). Hai 5 anni dalla cessazione per far valere il diritto. Se l'azienda è insolvente o fallita, interviene il Fondo di Garanzia INPS — domanda online con il modulo SR52.

TFR in azienda o fondo pensione?

Quando vieni assunto, hai 60 giorni per decidere dove mandare il TFR. Se non scegli, scatta il silenzio-assenso: il TFR va automaticamente al fondo pensione di categoria.

In azienda: tassazione ~23%, rivalutazione garantita (75% inflazione + 1,5%), anticipo possibile dopo 8 anni fino al 70%. Soldi sicuri anche in caso di fallimento (Fondo di Garanzia INPS). Li ricevi subito alla cessazione.

In fondo pensione: tassazione dal 15% al 9% (risparmio enorme sul lungo periodo), possibilità di dedurre ulteriori contributi fino a 5.300€/anno, anticipo fino al 75% dopo 8 anni. Ma i soldi sono bloccati fino alla pensione e c'è rischio di mercato.

La regola pratica: se sei giovane con un orizzonte lungo (20+ anni alla pensione), il fondo pensione conviene quasi sempre — risparmi dal 6% al 14% di tasse e accumuli una pensione integrativa. Se sei vicino alla pensione o cambi spesso lavoro, il TFR in azienda ti dà più liquidità immediata.

L'esempio di Davide

Davide ha 38 anni, tecnico informatico a Milano, 12 anni nella stessa azienda. RAL 32.000€. Ha deciso di cambiare lavoro — si è già dimesso. Il TFR non è mai stato spostato nel fondo pensione. Non ha idea di quanto sia — pensa “saranno un paio di migliaia di euro”.

CalcoloTFR accantonato (12 anni, RAL media 28.000€): ~23.200€
Rivalutazione accumulata: +2.900€
Imposta rivalutazione (17%): -493€
RisultatoTFR lordo: ~25.607€
Tassazione separata (~23%): -5.336€
TFR netto in tasca: ~20.271€

Davide pensava di ricevere 2.000€. Ne ha ricevuti 20.271€. Se avesse scelto il fondo pensione 12 anni fa, con la tassazione al 15% avrebbe risparmiato circa 1.900€ di tasse in più.

Domande frequenti

Sì, sempre. Il TFR ti spetta indipendentemente dal motivo: dimissioni volontarie, licenziamento, fine contratto, pensionamento, anche licenziamento per giusta causa. È un tuo diritto maturato — non può essere negato.
La legge non fissa un termine preciso. La prassi è 30-45 giorni dalla cessazione. Molti CCNL lo specificano. Se il datore ritarda, manda un sollecito formale (PEC) e, se serve, rivolgiti a un sindacato o avvocato del lavoro.
Sì, in 5 anni. Se il datore non ti paga il TFR, hai 5 anni dalla cessazione per richiederlo legalmente. Dopo, il diritto si prescrive e perdi tutto.
Sì, dopo 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore. Puoi chiedere fino al 70% del TFR maturato, ma solo per: acquisto prima casa, spese sanitarie gravi, congedi parentali/formativi. L’anticipo si può chiedere una sola volta.
Dipende. Il fondo pensione ha tassazione dal 15% al 9% (contro ~23% in azienda), deducibilità e rendimenti potenzialmente superiori. Il TFR in azienda è più accessibile e senza rischio di mercato. Se sei giovane e hai 20+ anni alla pensione, il fondo conviene quasi sempre.
Interviene il Fondo di Garanzia INPS. Puoi fare domanda all’INPS per recuperare il TFR non pagato. Le aziende con più di 50 dipendenti versano già il TFR al Fondo Tesoreria INPS, quindi il pagamento è comunque garantito.
Cerca le voci ‘TFR maturato’, ‘Fondo TFR’ o ‘Accantonamento TFR’. Trovi la quota maturata nel mese, il totale accantonato e la rivalutazione. Se non le trovi, chiedi all’ufficio paghe.
No. Il TFR ha tassazione separata, applicata direttamente dal datore (o dall’INPS). Non va nel 730. Però compare nella CU (Certificazione Unica) che ricevi a marzo.